“E’ la tappa più lunga e massacrante di questa Dakar 2018”.

Ormai sembra diventato un mantra, ma Alessandro Botturi continua a ripetere,

“veramente dura, da non credersi. Ancora una volta partenza alle 4 di mattina e 300 lunghissimi chilometri di speciale. Faceva freddo e mi sono coperto bene. Entrati in speciale è cominciato a piovere. Il terreno oggi era impegnativo. Sabbia, dunette e herbes à chameau. Infine tanto fango con attraversamenti di sentieri diventati fiumi”.

Arrivato al bivacco della tappa marathon di Uyuni intorno alle 16:00 è andato a farsi una doccia calda. “Dimenticavo,” aggiunge, “quando è venuto fuori il sole mi sono tolto la cerata e ho chiesto a dei locali di sistemarla. Invece è volata via. Mi sono accorto solo più tardi che avevo il telefono nella tasca”. Il primo pensiero va alla moglie Loredana. Anche la moto è arrivata integrata a Uyuni.

“Adesso lavoriamo sulla moto e poi ci mettiamo a capo fitto sulla preparazione del road book”.

Alessandro Botturi (Yamaha) ha chiuso 22° della speciale, vinta dallo spagnolo della Honda Joan Barreda davanti a Adrien Van Beveren (Yamaha) e Kevin Benavides (Honda). Adesso il pilota di Lumezzane si trova 24° della generale, il primo degli italiani.
Domani i piloti affronteranno la seconda parte della tappa marathon Uyuni – Tupiza 498 km di prova cronometrata e 87 km di trasferimenti.


Comunicado Oficial